Punto di svolta
La cooperazione, la condivisione, la collaborazione e la compartecipazione non sono slogan, ma pratiche concrete che esistono solo se vissute insieme. Da soli non servono a nulla.
In questi anni ho provato in molti modi: dialogando, aspettando, mediando, resistendo. Ma quando manca una reale disponibilità, ogni tentativo diventa una lotta contro un muro. E alla lunga, questo logora.
Questa situazione non nasce oggi. Si trascina da tempo e ho continuato a esserci per passione, spesso sacrificando la funzionalità che mi ha sempre contraddistinto. Ma il tempo passa, le energie cambiano e ogni resistenza, soprattutto quando viene sminuita o umiliata, prima o poi cede.
La mia storia è nota, soprattutto a chi oggi ricopre ruoli centrali. Non per vanità, ma per onestà: il passato non si cancella né si riscrive secondo le convenienze del presente.
Quando il dialogo viene meno, si aprono inevitabilmente nuovi scenari: cambiamenti, svolte, ridefinizioni. Non come scelte individuali, ma come conseguenze naturali.
Un allenatore stanco dentro difficilmente può essere davvero presente. La presenza non è solo essere in palestra, ma partecipare, conoscere, condividere. E diventa paradossale esserci fisicamente ed essere esclusi da informazioni, decisioni e iniziative.
A questo si aggiungono mancanze di chiarezza e verità non condivise, anche su questioni concrete e verificabili, che minano la fiducia e svuotano di senso ogni richiamo alla trasparenza.
Queste parole non nascono dal rancore, ma dal bisogno di chiarezza e rispetto. Perché senza cooperazione reale, senza condivisione autentica e senza collaborazione leale, restano solo ruoli e apparenze.
E quella fatica, da sola, non basta più.


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