Triste Realtà
Non ci sono più gli alunni di un tempo. Non ci sono più gli atleti di una volta. Oramai bisogna farsene una ragione.
La realtà che viviamo oggi è profondamente cambiata. I social, il "benessere", la società, i genitori: tutti elementi che, un tempo, remavano in una direzione comune, condivisa con insegnanti e allenatori. Ora, invece, sembra che ognuno abbia una propria bussola, spesso in rotta di collisione con gli obiettivi del gruppo, della scuola, della squadra.
La libertà di disobbedire
Oggi si è liberi di contravvenire, di "disobbedire". Si è liberi di dedicarsi ad altro, mettendo in secondo piano, o peggio ancora ignorando, gli impegni presi con la scuola o con la squadra. Un tempo, rispettare un orario, un impegno, un dovere era una questione di principio, di educazione. Oggi sembra che queste parole siano svanite dal vocabolario comune.
Prima il proprio piacere, i propri interessi, le proprie esigenze. Poi, solo se c'è "spazio", si pensa al gruppo classe o alla squadra. La priorità è diventata il singolo, in una società che sembra premiare l'egoismo e la superficialità.
Un declino annunciato
La società è in declino, accecata dall'immagine di qualcosa di effimero, sfuggevole, fugace. Una ricerca costante di approvazione tramite uno schermo, un "like", un commento, che sostituisce il valore reale delle cose. Tutto diventa apparente, tutto deve essere condiviso, anche quando non c'è nulla da condividere. Condividere il niente, questa sembra essere la nuova norma.
E gli adulti?
I genitori, che un tempo erano i primi alleati di insegnanti e allenatori, oggi spesso rappresentano un ulteriore ostacolo. Proteggono, giustificano, a volte alimentano la disobbedienza e la mancanza di rispetto verso le regole. Dimenticano che la scuola e lo sport non sono solo luoghi di apprendimento e allenamento, ma anche fucine di valori, di comunità, di crescita collettiva.
Una riflessione necessaria
È facile dire che bisogna farsene una ragione. Ma è altrettanto importante chiedersi: dove stiamo andando? E, soprattutto, come possiamo invertire questa rotta? La risposta non è semplice, ma forse sta nel tornare a dare valore a ciò che conta davvero. Alla disciplina, al rispetto, alla collaborazione, all'impegno. Non è troppo tardi per ricordare che scuola e sport non sono nemici della libertà individuale, ma suoi potenti alleati.
Forse, è il momento di fermarsi e riflettere. Prima che la triste realtà diventi un'inevitabile, inarrestabile decadenza.



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