Società incattivita e imbruttita perché il buono e il bello non viene più “raccontato”


Quanti studi pedagogici e sociologici lo hanno raccontato.
Cresci un bambino in un contesto e lui lo assimilerà.
Non si nasce violenti tanto meno delinquenti, ma neanche educati e rispettosi. Tutto si definisce durante il percorso della propria vita.
Vivere in ambienti malsani e malfamati, dove scuola, centri di aggregazione, teatri, cinema, non esistono neanche tra i ricordi degli adulti, non permette a nessun bambino di “educarsi” al bello e al buono.
Vero anche il contrario, bambini cresciuti nel centro della “modernità”, dell’offerta sociale, del benessere, possono intraprendere strade poco piacevoli, ma è una scelta. Conoscono il bello e il buono!
Questo per dirci cosa? Che nella società in cui viviamo la conoscenza del bello e del buono determina la nostra crescita.
Quanto ci viene raccontato del bello, del buono che nel mondo circostante esiste?
Ad ascoltare i notiziari, sembra che esistano solo notizie di cronaca nera, disastri …,
Si vive in città in cui ci si racconta solo delle negatività, di ciò che andrebbe fatto, di come andrebbe fatto, ma nulla o quasi di ciò che è fatto!
Ed è in questo stato di cose che si cresce, da bambini e da adulti. Dove i primi non conosceranno mai la differenza e i secondi dimenticheranno sempre più il bello e il buono.
Educare al rispetto, conoscere le regole e rispettarle, condividere i buoni propositi, supportare le iniziative sociali, sono solo alcune delle azioni che andrebbero riproposte quotidianamente per recuperare.
Piccole cose che aiuterebbero chiunque a “migrare” dallo stato di abbruttimento che ormai ci “percuote”, ormai orbi di un fare che porta benessere solo ad alcuni.
Come può un bambino apprezzare un Caravaggio, una mano che accompagna un anziano, una famiglia che vive un parco, se i riferimenti sono ben altri?
Ci hanno “abituati” a sentire ciò che vogliono, facendoci (quasi) convincere che se il messaggio non trasmette negatività non ci interessa. Assetati ormai solo di notizie macabre, irriverenti, sconcertanti, accompagnate da immagini “ade
guate” affinché la nostra mente sia catalizzata e catturata.
Occorre invertire la tendenza se vogliamo ritrovare il bello e il buono, se vogliamo “ritrovarci”!
Raccontare le positività, per ritrovare il rispetto, l’educazione, la cultura del bello e del buono!

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