Un giro in bici

Da premettere di non essere un cultore della bici, ma di tanto in tanto il piacere di pedalare ritorna.
Ad una certa età, si vive la bici come momento di relax e punto di osservazione.
Oggi, imbattutomi in un momento di piacere "pedalico", ho ricevuto un bombardamento di perplessità.
Sicuramente non siamo, noi italiani, un popolo di ciclisti, nel senso sociale e non sportivo (ovviamente). Siamo capaci di prendere l'auto per un caffè al bar distante appena 200 metri e arrabbiarci tantissimo se non si trova parcheggio all'ingresso, senza considerare il concetto di area pedonale...ma questa è un'altra storia.
Ma, tra una pedalata e l'altra, mi sovveniva l'ultima news normativa del codice della strada. Un automobilista nel superare un ciclista deve rispettare la distanza di 1,5 metri.
Ora senza andare nello specifico delle possibilità che avrebbe un automobilista, e non oso pensare alle forze dell'ordine, a calcolare sì distanza, ma considerate le nostre strade sarà mai possibile?

E vengo al punto.
Percorrendo vie cittadine e strade statali, credo di aver calcolato più metri di dissesto che di asfalto "lineare". Praticamente il piacere di una uscita ciclistica è diventata un "occhio alla strada". Ovviamente, oltre allo stress il pericolo costante che nello scartare le parti di asfalto non omogeneo, la preoccupazione di trovarmi seduto su un cofano di auto.
La cultura in questo caso non ci viene incontro, noi culla della cultura per eccellenza.
Mi son chiesto, nei momenti di "pedalate non assistite", perché popoli con culture, a dire degli altri, meno storiche delle nostre, riescano a rendere il piacere dell'andare in bici un momento altamente sociale.
Una motivazione più che plausibile, credo che ci sia!
Forse i politici, in primis, fanno uso di bici anche (tenetevi forte) per andare a lavorare e questa circostanza rende, molto probabilmente, più consapevoli chi, per loro dovere, devono rendere servizi al popolo.

Il presente vuole essere solo una riflessione e non un "affronto politico". Sono e resto dell'idea che la Società è il Cittadino.

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